25 Settembre 2010
Trattamento dell’insufficienza renale cronica: dalla terapia farmacologica alla dialisi peritoneale.
Data: 25 Settembre 2010
Sede: Ospedale san Bassiano – Via dei Lotti, 40 – Bassano del Grappa (VI)
Responsabile Scientifico: Dott. Roberto Dell’Aquila – Direttore S.C. Nefrologia ospedale di Bassano del Grappa (VI)
Accreditamento Regionale ECM: VEN-FOR35934
Crediti Assegnati: n.d.
Partecipanti: 80 persone: Medici Chirurghi di tutte le discipline (si darà preferenza a Nefrologi, Urologi, Diabetologi, Cardiologi, Chirurgia Generale, Medici di Base) e Infermieri dei reparti di nefrologia
Quota d’iscrizione: gratuito – inviare scheda iscrizione al fax 0444 505124
Sponsor Commerciali: Fresenius Medical Care, Gambro, Sanofi Aventis
Razionale:
L’insufficienza renale cronica è caratterizzata da una perdita permanente della funzione renale. Le sostanze di rifiuto dell’organismo, accumulandosi nel sangue, possono portare ad una grave intossicazione (uremia, ossia urina nel sangue) che, volge, in genere allo scompenso irreversibile, dovuto al contrarsi della diuresi e all’inserirsi di turbamenti metabolici sempre più gravi (uremia terminale). La sintomatologia è rappresentata, nella fase stazionaria da disturbi generici (stanchezza, inappetenza, pallore cutaneo), mentre, via via che la forma progredisce si instaura un’ipertensione arteriosa grave, iperazotemia, oliguria sempre più marcata fino all’uremia terminale, con nausea e vomito. Le cause possono essere le più disparate: ipertensione arteriosa, malattie renali cistiche ed interstiziali, tumori, glomerulonefriti, un gruppo di patologie queste di tipo infiammatorio che colpiscono le strutture funzionali più importanti dell’organo: i glomeruli, cui spetta la filtrazione dei prodotti di scarto e la loro eliminazione con le urine. Ma le cause più importanti sono le patologie vascolari ed il diabete mellito. Il trattamento dell’insufficienza renale cronica richiede, inizialmente, modificazioni alimentari e ricorso a farmaci specifici. Sono ormai innumerevoli gli studi che confermano l’utilità degli ACE inibitori ed oggi dei sartani nel rallentare la progressione dell’insufficienza renale, nel ridurre la proteinuria soprattutto nel paziente diabetico. Quando l’insufficienza persiste, invece, è la stessa sopravvivenza del paziente ad essere messa a rischio e si rende necessaria una terapia sostitutiva, costituita dalla dialisi e dal trapianto renale. La Dialisi Peritoneale (DP) è una delle metodiche che permette a chi è affetto insufficienza renale terminale di sopravvivere. La peculiarità della DP è quella di essere una tecnica home based ovvero totalmente domiciliare a differenza dell’emodialisi extracorporea (HD) che necessita che il paziente si rechi 3 volte alla settimana presso una struttura ospedaliera. I vantaggi per il paziente in trattamento dialitico peritoneale rispetto a quello extracorporeo, sono il maggior benessere fisico, una più facile gestione della dieta e dell’introito di liquidi, una migliore stabilità dei parametri bioumorali, il miglioramento dell’anemia, il miglior controllo dell’ipertensione arteriosa, una maggiore libertà di spostamento (ferie) grazie all’indipendenza dal Centro Dialisi; è infine un trattamento che trova la migliore applicazione nei bambini, nei diabetici, negli anziani e nei pazienti giovani con attività lavorativa.
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