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24 Giugno 2010

Incontro di aggiornamento: Update su Insufficienza venosa cronica

Data: 24 Giugno 2010
Sede: San Martino Buon Albergo (VR) – Centro congressi Holiday Inn – Viale del lavoro, 35
Responsabile Scientifico: Dott. Arosio Enrico
Accreditamento ECM Regione Veneto:VEN-FOR34584
Partecipanti: 50 medici
Discipline: Medici di Medicina Generale e agli specialisti del settore quali Chirurghi Vascolari, Chirurghi Generali ed Angiologi
Quota d’iscrizione: gratuito – contattare la segreteria per verificare la disponibilità dei posti
Sponsor commerciali: Mediolanum Farmaceutici

Razionale: l’insufficienza venosa cronica è una patologia estremamente diffusa nei paesi occidentali e colpisce quasi 20 milioni di italiani, in maggioranza donne. Nonostante il profondo impatto sociale, l’insufficienza venosa è ancora sottovalutata, come le sue possibili gravi conseguenze: varici, ulcere venose, fino all’embolia polmonare. Le ricadute economiche di questa patologia sono assai rilevanti, infatti in Italia per curarla si spendono ben 384 milioni di euro l’anno. È pertanto fondamentale che il Medico di Medicina Generale sia aggiornato sui vari aspetti della patologia, anche perché circa il 40% dei pazienti che si rivolge al medico di famiglia per qualsiasi causa risulta affetto da insufficienza venosa cronica. I fattori di rischio sono costituiti dalla familiarità per varici, dall’alto numero di gravidanze, dall’obesità e dall’età (fino a 50-60 anni le più colpite sono le donne, mentre negli ultrasessantenni non vi sono differenze significative tra i due sessi). Anche lavori sedentari o che costringono per molte ore in piedi, possono aumentare il rischio di incorrere in questa patologia. Controllo del peso ed una costante attività fisica rappresentano le norme di prevenzione essenziali: in tal modo è possibile mantenere la muscolatura necessaria a rimuovere la stasi venosa, cioè il ristagno di sangue negli arti inferiori responsabile della malattia. Di fronte ai primi segni della malattia è necessario intervenire su due fronti: con l’impiego regolare delle calze elastiche ed eventualmente con farmaci di provata efficacia clinica. I vantaggi si traducono anche in termini economici. Tra i costi indiretti riconducibili alla malattia va infatti ricordato il numero di ore lavorative perse. Tra i costi diretti, invece, buona parte è da attribuire ad una delle complicanze più frequenti della patologia venosa: l’ulcera. In Italia, si effettuano circa 291.000 visite/anno per lesioni ulcerative con prescrizione di farmaci e medicazioni nel 95% dei casi ed un onere pari a 126 milioni di euro. Un ruolo essenziale nella diagnosi, valutazione e corretta gestione del paziente è proprio demandato al medico di famiglia. Per tali motivi l’incontro di aggiornamento prenderà dapprima in considerazione i dati epidemiologici che evidenziano come tale patologia sia di comune riscontro e frequentemente presente nei pazienti che accedono all’ambulatorio del Medico di Medicina Generale, approfondendo i meccanismi fisiopatologici che conducono da modesti e spesso trascurati disturbi funzionali all’insorgenza di gravi lesioni ulcerative croniche. Verrà illustrato il ruolo dei fattori di rischio nella genesi dell’insufficienza venosa (età, sesso, familiarità, obesità, sedentarietà, gravidanze, pregressa trombosi venosa profonda) e come l’intervento sullo stile di vita possa ridurne la comparsa o diminuirne le complicanze, con tutte le favorevoli conseguenze anche sulla riduzione degli elevati costi economici e sociali che la caratterizzano. Un secondo aspetto riguarderà l’importanza di un corretto inquadramento clinico diagnostico ai fine della scelta del trattamento più idoneo. Verrà illustrata la classificazione correntemente impiegata a livello internazionale (CEAP) e sottolineato il ruolo dell’esame clinico ben condotto. Particolarmente importante è la conoscenza di quanto possa essere offerto dalle diverse metodologie di indagine strumentale e di quando valga la pena ricorrervi. In tal senso sarà dato ampio spazio alla valutazione con ecocolordoppler definendone, oltre alle indicazioni, le modalità di esecuzione e l’interpretazione dei referti. Verranno poi passate esaurientemente in rassegna le diverse possibilità di trattamento medico, valutando criticamente il ruolo della terapia farmacologica anche alla luce delle più recenti evidenze sul coinvolgimento microcircolatorio nella fisiopatologia delle complicanze della malattia. Verranno inoltre spiegate le possibilità di trattamenti di tipo riabilitativo, nonché indicazioni, controindicazioni, modalità di prescrizione e d’impiego della terapia elastocompressiva.
L’incontro di aggiornamento si concluderà quindi con la presentazione di una serie di casi clinici che consentiranno ai partecipanti di verificare le ricadute di quanto appreso nella pratica clinica quotidiana.

Programma