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2 Ottobre 2010

Settimo Corso Malattie polmonari Diffuse: “Sarcoidosi e dintorni”

Data: 2 Ottobre 2010
Sede: Ospedale Sa Bassiano – Via dei Lotti, 40 – Bassano del Grappa (VI)
Responsabile Scientifico: Dott. Stefano Calabro
Accreditamento ECM Regione Veneto: VEN-FOR36390
Partecipanti: Il corso si rivolge ad un totale massimo di 100 partecipanti di tutte le discipline dando precedenza a Medici specialisti in Malattie dell’apparato respiratorio, Allergologia ed Immunologia clinica, Medici di base ed Infermieri operanti nelle pneumologie
Discipline: Pneumologi, Malattie Apparato Respiratorio, Medicina Generale
Quota d’iscrizione: gratuito – inviare scheda iscrizione al fax 0444 505124
Sponsor Commerciali: Boehringer Ingelheim, Pfizer, MedicalAir

Razionale:
La sarcoidosi è una malattia infiammatoria sistemica le cui cause restano ancora sconosciute.
L’esordio della sarcoidosi può essere acuto, con eventuale successiva cronicizzazione, od insidioso, assumendo da subito caratteri di cronicità. La localizzazione più comune della malattia è quella intratoracica, con il coinvolgimento dei linfonodi e polmone; ma altri organi possono essere coinvolti da tale malattia (occhi, cute, vasi etc). La malattia può risolvere spontaneamente, ma talora è progressiva e se non trattata può causare gravi danni agli organi colpiti. Il problema principale nella malattia cronica è ridurre l’azione del sistema immunitario, che nella sarcoidosi è fortemente attivato ed è la principale fonte di danni a carico degli organi interessati. I cortisonici a dosaggio medio-alto per periodi prolungati sono il trattamento di prima scelta; purtroppo tale terapia è gravata da numerosi effetti collaterali (ipertensione, diabete, cataratta, osteoporosi, etc). I pazienti asintomatici o con pochi sintomi non devono essere trattati, a prescindere dalle anomalie radiologiche o cliniche (eccetto per l’ipercalcemia sostenuta). I corticosteroidi accelerano la remissione dei sintomi, dei disturbi fisiologici e delle alterazioni radiologiche. Tuttavia sono dimostrabili poche differenze nei risultati a lungo termine tra i pazienti trattati e non trattati e quando termina il trattamento è frequente la recidiva. I corticosteroidi vanno somministrati per sopprimere i sintomi gravi (p. es., dispnea, artralgia o febbre) o l’insufficienza epatica, l’aritmia cardiaca, l’interessamento del SNC, l’ipercalcemia, le patologie oculari non controllabili da trattamenti locali. Quando indicati i corticosteroidi vengono generalmente prescritti per os. L’idrossiclorochina è stata utilizzata per trattare casi con manifestazioni cutanee, neurologiche o ipercalciuria. Il ricorso a farmaci diversi, quali il metotrexate, l’azatioprina, o la ciclosporina è stato proposto nei pazienti con sarcoidosi sistemica, che non rispondono alla terapia steroidea o che necessitano di dosi di mantenimento troppo elevate. Vi sono segnalazioni in letteratura circa l’utilità di agenti biologici in grado di bloccare il TNF-alfa quali infliximab e adalimumab nel trattamento di pazienti affetti da sarcoidosi che non hanno beneficiato delle terapie convenzionali con corticosteroidi ed immunosoppressori. La sarcoidosi può essere anche trattata con terapia locale: in tale contesto possono essere utilizzati anche i corticosterodi inalatori, che pur non avendo effetti sulla funzionalità polmonare o sulle manifestazioni radiologiche possono essere d’aiuto, soprattutto nel trattamento della tosse secca. La sarcoidosi presenta ancora problematiche gestionali cliniche. Il convegno è finalizzato a fornire un aggiornamento sulla patogenesi, diagnosi e terapia.
In particolare verranno trattate le diversificate opzioni terapeutiche, soprattutto in situazioni particolari, che necessitano di approcci terapeutici individualizzati.

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